Leggete, commentate, fatemi sapere!
Dopo aver mangiato un’insalata incolore e mesti bastoncini di pesce al
forno per pranzo, Dennis valuta se concedersi una passeggiata e un caffè fuori,
per scacciare i pensieri più cupi. Le riflessioni della mattinata lo hanno
condotto a tristi conclusioni: gli sembra di non aver più molto da chiedere a
questo mercato e a questo lavoro. Una camminata all’aria aperta dovrebbe
aiutarlo a levarsi di dosso il senso di impotenza, per fare spazio al nuovo
entusiasmo che si è ripromesso di coltivare. Ha voglia di parlare con Frédéric:
il collega saprebbe certo come risollevarlo e rimetterlo in carreggiata.
Frédéric sarebbe dovuto rientrare a Dublino questa mattina, Dennis gli ha lasciato
un paio di messaggi in segreteria ma il
francese non l’ha ancora richiamato.
Nell’appartamento silenzioso, dopo una settimana
rumorosa di traffico, ufficio e serate passate fuori a tentare di distrarsi,
pensa con desiderio a tutto quello che non ha a portata di mano: la compagnia
di un amico, la presenza di Myriam, un piano preciso, un posto dove andare e un
posto dove stare. Si sente prudere le gambe e le braccia di impazienza, getta
occhiate bellicose fuori dalla finestra, infuriato con la pioggia e con
Frédéric, dannato francese, che ancora non risponde alle sue telefonate. Si veste
e si prepara ad uscire. Scende in strada e apre l’ombrello per ripararsi dalle
gocce leggere, che cadono in diagonale; si stringe nella giacca pesante perché
si è alzato un vento freddo. Nonostante le vie interne siano più riparate, non
vuole camminare schiacciato in mezzo ai palazzi, sul marciapiede stretto e
sconnesso, quindi si dirige verso il fiume. Attraversa la strada trafficata, e
si avvia lungo il fiume Liffey, verso il centro città.
Si trova davanti al Millenium Bridge di
Calatrava, piccolo a confronto del nome che porta; più in lontananza un palazzo
con l’insegna dell’Heineken, all’angolo con Temple Bar. Attraversa il fiume sul
Millenium Bridge, degnando solo di una breve occhiata le lastre trasparenti e
gli archi bianchi. Nessuno a Dublino ama questo ponte ad eccezione dei turisti.
Getta uno sguardo all’acqua scura che scorre sotto, è di un colore a metà tra
il grigio del cielo e il marrone del fango.