30 marzo 2013

Esercizio numero 1: un litigio

Elisa, sua sorella, siede al tavolo della cucina, dopo aver finito di lavare i piatti. Martino la raggiunge dopo aver rassettato in sala: ha sistemato i delicati soprammobili con cui i giovani cugini hanno giocato sul tappeto, scopato sotto al tavolo ripulendo dalle briciole del pasto, ha riordinato la posizione di seggiole e poltrone. Ha anche raddrizzato uno dei quadri appesi sopra il mobile dello stereo; il dipinto ritrae padre e figlio di fronte al mare, su un molo.
- Tu non hai mai portato rispetto, a nostro padre, - lo accusa lei.
- Non puoi dire questo, non tu.
- Certo, dimenticavo. Io non ho il diritto di dire più nulla.
Martino sbuffa, sposta con le mani il cesto della frutta posizionandolo esattamente al centro del tavolo, tra lui e la sorella.
La bocca di Elisa è piegata dall'amarezza.
- Qualsiasi cosa io abbia fatto, non significa che non possa vedere quel che è successo oggi.
- Tu non puoi capire. Vedi, ma non capisci.
- E come mai non posso capire?
- Non vivi con lui. Non devi sopportarlo ogni giorno.
- E tu perché non te ne vai?

15 settembre 2012

"Freedom" (Libertà)

Franzen Jonathan - Freedom

In breve: al centro del romanzo, è il triangolo formato dai due coniugi Walter e Patty Berglund, e dall'amico di Walter, Richard, musicista rock che consegue una certa fama nella scena indie. Walter e Patty hanno due figli, Jessica e Joey - quest'ultimo fin da giovane si pone in contrasto con le radici democratiche della famiglia, affamato di profitto si fa coinvolgere in una serie di loschi traffici.

Cosa c'è di bello: come nel romanzo precedente, le "Correzioni", Franzen si rivela abilissimo nel ritrarre personaggi, stati d'animo, dialoghi e relazioni. I personaggi sono tenuti insieme da una trama coerente e affascinante, senza bisogno di ridicoli colpi di scena o strani sotterfugi.

Cosa c'è di brutto: con l'eccezione di qualche capitolo in cui l'autore si dilunga forse un po' troppo, il libro è tutto molto bello, come il precedente. Forse i personaggi sono meno realistici e questo trasforma il tono, la sostanza del romanzo, facendolo a tratti assomigliare a una favola e togliendogli tensione.

Giudizio finale: dei due romanzi di Franzen, "Correzioni" mi è piaciuto di più, anche se "Freedom", se possibile, è scritto ancora meglio.

Voto: 8/10

23 agosto 2012

Trilogia della città di K.

Kristof Agota - Trilogia della città di K.

In breve: in un'Ungheria occupata dai Nazisti durante la 2a Guerra Mondiale, due gemelli vengono portati dalla madre in campagna e affidati alla vecchia nonna, che li tenga lontani dai bombardamenti e dai pericoli. I due giovani gemelli iniziano a scrivere un diario e si adattano alla vita di campagna e alla guerra, offrendo un ritratto spietato delle atrocità della guerra, un altrettanto sprezzante descrizione dell'occupazione russa.

Cosa c'è di bello: il primo libro della trilogia, scritto a due mani dai gemelli, è originale e potente; ha una coinvolgente fluidità nell'uso della prima persona plurale e si legge d'un fiato.

Cosa c'è di brutto: certi dialoghi e certi personaggi risultano caricaturali, e stonano nel contesto di un libro altrimenti molto denso e incisivo. Il finale diventa prevedibile, e questo fa calare la tensione - non era necessario inserire alcun colpo di scena, ma uno sviluppo meno banale avrebbe evitato di sporcare un'opera altrimenti davvero ottima.

Giudizio finale: il primo dei tre libri è indiscutibilmente il migliore e il più originale.

Voto: 9/10