11 novembre 2008

Isradiario4: ha vinto Obama, siete contenti?

Ciao a tutti
le elezioni presidenziali americane l'hanno fatta da padrona anche qui in Israele, come potrete immaginare. Sono ormai giorni che su qualsiasi canale, a qualsiasi ora, compare il faccino sorridente del nuovo presidente degli Stati Uniti - e a scelta si può assistere a:
- una sintesi della sua trionfale scalata al potere, da mulatto assolutamente sfavorito a brillante studente di Harvard
- una sintesi della sua trionfale vittoria contro Hillary Clinton (tiè)
- una sintesi della sua trionfale compagna contro John McCain (double tiè)
- una sintesi della sua trionfale giornata di voto e susseguenti exit poll, proiezioni, vittoria, vittoria! Vittoria, cazzo!!
- una sintesi del suo trionfale ed elettrizzante discorso in cui annunciava la vittoria

Bene, bravo, peccato che adesso la Palin non potrà più dichiarare guerra al Grande Impero Sovietico del Male o ai Perversi Assassini Terroristi Iraniani o alle Puzzolenti e Pelose Alci dell'Alaska impugnando il martello di Thor.
Non avendo la possibilità di vedere in televisione, qui in Israele, Beppe Grillo o Daniele Luttazzi, mi ero affezionato alla Palin.
Ah, be', Luttazzi e Grillo non li vedete nemmeno in Italia...



Anche a scuola - all'ulpan - si è parlato di politica e di elezioni, un po' in ebraico e un po' in inglese, e soprattutto si è discusso durante le pause paglia/caffè.
Un breve sondaggio ha svelato il lato nazionalistik-paranoik e un pelo aggressivo dei miei compagni di corso...
I primi ad essere interpellati ovviamente sono stati gli studenti americani.

Soggetto 1: giovane e timida ragazza americana (Marie), dottoranda in chimica, apparentemente abbastanza furba - ma repubblicana di famiglia e convinta che Obama sia un mollaccione incompetente.
Di fronte allo sguardo un po' perplesso della nostra professoressa di ebraico l'attacca con un:
"Cosa credi? Adesso per Israele le cose saranno molto più complicate... Nei negoziati di pace si dovranno fare più concessioni ai palestinesi, Obama è dalla loro parte... se l'Iran non vi attaccherà prima con una pioggia di atomiche (complice la mollezza del neo eletto presidente)"...

Soggetto 2: bagnino americano sui 50 anni (Brad), tranquillo e posato, che racconta a tutti che be', insomma, Obama va' poi bene, in fondo, anche se lui avrebbe voluto votare McCain...
"L'importante, in questo momento di transizione, è ricordare l'ottimo lavoro svolto dal presidente uscente Bush".
No, non c'era traccia di ironia nella sua voce.

Rincara la giovane dottoranda: "Sembra stupido, ogni tanto, ma non lo è... no no... Tra l'altro all'università mio padre era dottorando in economia e assisteva il professore che aveva Bush come studente".
Intervengo a gamba tesa:
"O tuo padre e il professore erano pessimi, o Bush probabilmente non è stato poi uno studente modello".
"Beh, la crisi economica non è certo colpa sua".
Eh, no, e nemmeno l'Iraq, o l'Afghanistan. Questi arabi, che si bombardano da soli.
E queste banche, che si fanno fallire per far dispetto. I ministri dell'economia, poi... fanno tutte queste leggi eccezionali, a fin di bene, e poi guarda te la finanza, quella stronza, che va' tutta al contrario... comunque adesso si sta auto-regolando e rimettendo in piedi da sola.

Interviene Peter, lo studente indiano (dell'India, non il pellerossa - che non abbiamo) per smentirla:
"C'è una foto che lo ritrae mentre legge al contrario un libro per bambini".
"Quello è ovviamente un fotomontaggio", risponde Marie, e un mormorio di assenso percorre la classe.
La pausa caffè/paglia finisce qui, ma ho come la sensazione che il brillante intervento di Peter non abbia convinto né Marie né Brad.

Al rientro in classe abbiamo parlato ancora un po' di politica. Le studentesse russe non hanno espresso alcuna opinione (non siamo in Russia qui, diteci quello che pensate, Putin non può sentirvi!).
Poi discutendo di grandi dittatori i miei compagni hanno compilato la seguente lista:
Saddam Hussein,
Ahmadinejad,
Castro,
Chávez,
Berlusconi.

Non essendo riuscito a far valere le mie ragioni - tecnicamente Chávez, ad esempio, è stato regolarmente eletto con voto popolare ed è in carica da relativamente pochi anni, quindi è decisamente prematuro definirlo dittatore (lasciamo perdere il giudizio politico...) - sono riuscito comunque a far includere Berlusconi nella lista.
Allo stesso modo si è discusso dei paesi democratici e non. America e Israele sono grandi democrazie, Russia e Italia così così. Siria, Iran, Venezuela e Cuba no di certo.
Il processo è stato abbastanza caotico, ma sono riuscito ad identificare alcuni tratti caratteristici dei due americani (non voglio generalizzare, ma questi due sono così):
- se hai un governo socialista o comunista, sei automaticamente un paese in preda ad una dittatura/un dittatore
- se sei nemico degli Stati Uniti o Israele, sei automaticamente un paese in preda ad una dittatura/un dittatore
- se il tuo governo ha rifiutato di dare asilo politico ad uno dei tremila figli di Osama Bin Laden, ma il processo è durato qualcosa più di tre secondi, la Fox darà la notizia in modo decisamente pittoresco e le conseguenze saranno che Brad, il nostro bagnino, è ora convinto che la Spagna sia una dittatura e Zapatero un fanatico terrorista

Restando in ambito politico... lo scorso weekend c'è stata la commemorazione per Rabin, ucciso 13 anni fa da un fanatico furbastro convinto di salvare così il paese...
Alla cerimonia di commemorazione (mi dicono... perchè io ne ho visto un pezzetto in tv senza capire nulla) la maggior parte dei politici intervenuti hanno fatto una bella figura da stronzi, facendo un po' di propaganda per le prossime elezioni (in Febbraio)...
Un po' come avrebbero fatto i nostri politici in un caso simile...

MIA:
- Enrique, il ragazzo portoghese, silenziosamente comparso e svanito la settimana scorsa
- Joseph, l'aviatore tagliaboschi canadese (e l'umore, in classe, non è più lo stesso)

La prossima volta magari vi scrivo anche la ricetta della pizza, anche se il primo esperimento qui in Israele non è andato un granchè bene...
E una mozzarella costa tre euro.

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