07 dicembre 2008

Isradiario6: la macchinina e il colloquio con i matti

Eccoci di nuovo qui... Un po' di notizie sparse per iniziare.
Innanzitutto vi invito ad ammirare il nostro bolide, nella foto qui di fianco... Kia Pride del '97, tutto sommato cammina e non è nemmeno quel bidone che sembra (anche se i quasi 2000 euro che è costata sono davvero troppi!).
Non c'è stato verso di ottenere nulla di meglio con il budget ridottissimo che ci eravamo dati. Comunque è dotata - come quasi tutte le auto, qui - di un cambio automatico che si abbina alla perfezione con la cronica inattitudine alla guida della popolazione locale.
Dopo quattro giorni si era già staccato un tubo del radiatore e la macchina faceva acqua da sotto e fumo da sopra (bella storia). Almeno il ragazzo che ce l'ha venduta l'ha aggiustata per noi aggratis.



Che altro? Non so se ne avevo già parlato, ma ho fatto un paio di colloqui di lavoro per un'azienda di Tel Aviv che vende stock di telefoni cellulari e computer sul mercato europeo, e cercavano qualcuno che parlasse italiano. Tamar e tutti i suoi amici non fanno che raccomandarmi di stare alla larga dalle aziende israeliane e di provare invece a trovare lavoro per qualche azienda americana con base qui. E' quanto di più simile potrei trovare alle ottime condizioni di lavoro che vengono garantite in Italia.
Lo so, verrebbe da ridere... Se non fosse che qui, in effetti, non ti pagano le ferie, ti fanno stare a casa pochissimi giorni all'anno, ti possono licenziare quando gli tira, non esiste il TFR (o meglio, lo riscuoti solo se ti licenziano loro... non prendi niente se sei tu a dare le dimissioni per cambiare lavoro), spesso ti fanno lavorare 6 gg alla settimana...
Insomma, quest'azienda sembra promettere bene - sulla falsariga degli americani che addirittura di pagano le ferie - a parte il fatto che si tratta di una compagnia fondata e diretta da ebrei ortodossi. Ora, la cosa in questo momento mi da poco da fare, in sè. Voglio dire... ero curioso, un cosa nuova da provare... Vado a fare il primo colloquio...

E' un colloquio di gruppo (mai fatti prima in vita mia). Non so se avete mai avuto il piacere di farne uno, ma è un'esperienza che merita. Nel mio caso, poi, la presenza di quattro o cinque ebrei ortodossi con la divisa ha reso il tutto sufficientemente surreale.
Ci sono un italiano, un argentino, quattro ebrei ortodossi con barba lunga, peiot, divisa nera... No, sul serio, c'era gente un po' da tutto il mondo (prevalentemente est europa e america, ovviamente).
Apparentemente il meccanismo è il seguente: le risorse umane e il manager che è alla ricerca di personale (in questo caso cercano dei commerciali) rinchiudono le vittime in una grande stanza, raccontano per un po' quanto è figa e grande l'azienda alla quale dovresti esser fiero di donare un rene solo per il privilegio di essere assunto (fin qui come in Italia, più o meno...), poi si parte con un giro di presentazioni... chi sei, da dove vieni, cosa fai, cosa vuoi dalla vita...
Certe faccende personali a uno magari potrebbe rompere il cazzo discuterle faccia a faccia in un colloquio personale, figuriamoci in una stanza piena di sconosciuti, ma va' be'.
Già nelle presentazioni vengono fuori i 'maschi alfa' (che siano o meno effettivamente di sesso maschile):
- quello che dice "io nella vita voglio vincere"
- quello che tutto orgoglioso proclama "io ho già un ottimo lavoro e sto offrendo a voi un'opportunità di suscitare il mio interesse" (ma voglio dire, se il lavoro che c'hai è ottimo cosa stai qui a rubare il posto a noi, stronzo)
- quella che annuncia "sono single ma sono sempre alla ricerca dell'amore vero" (eeehhhh??!! ma sei completamente scema??!!!)

La fase due ovviamente diventa molto più interessante. Veniamo armati di foglio e penna e ci viene chiesto di scrivere le cinque doti più importanti che il candidato ideale per questo lavoro dovrebbe avere. Il supercapo dice "vi do 90 secondi precisi, via!".
Qualcuno in fondo al tavolo non ha nemmeno ricevuto ancora la biro ed il foglio. Cazzi suoi.
Dopo che ognuno ha scritto sul foglio le prime 5 cose che gli sono venute in mente (sperando o illudendosi di poter fingere di possedere almeno una di queste caratteristiche), il megacapo tutto orgoglioso da inizio al gioco.
Ci divide in due gruppi. Ci vengono dati cinque minuti (precisi!) per discutere tra noi di quel che abbiamo scritto e tirar fuori una lista condivisa da tutti i membri del gruppo.
I due gruppi vengono sorvegliati attentamente dalle signorine delle risorse umane e dal manager, che furiosamente scrivono appunti su appunti... Fatemi indovinare: adesso vediamo un po' chi è il leader, chi è quello accomodante, chi è quello che non dice niente, quello che litiga con tutti, quello che s'impunta...
Mi verrebbe voglia di far finta di essere tutti...

Per il gioco successivo veniamo divisi in tre gruppi - adesso attenti perchè le regole sono complicate. Il manager mette sul tavolo ad esempio 5 graffette, e i tre gruppi iniziano a trattare:
"Io ti lascio 2 graffette e prendo le altre tre" dice A a B.
"Io ti lascio 3 graffette e prendo le altre due, ma al prossimo giro tu mi dai 2 graffette in più" dice C a B.
"Io ti lascio 4 graffette, ne prendo solo una," dice A a C, "ma al prossimo giro tu mi lasci il 70% delle graffette.
E via così...
A complicare la faccenda, ogni gruppo è composto da quattro o cinque persone, quindi vengono svolte trattative parallele.
Non esiste l'obbligo di mantenere, ovviamente, gli impegni presi (esiste, in teoria, se vuoi mantenere un ruolo di partner affidabile negli affari, ma apparentemente questo non era lo scopo del gioco).
Scopo del gioco, invece, è accaparrarsi come gruppo quante più graffette possibile... Ogni giro vengono messe giù 5, 10, 20 graffette... o magari 1, e poi a metà trattative ne vengono aggiunte 30 e si scatena il caos assoluto.
Ad un certo punto, il manager dice "shake hands" e la coppia che si stringe la mano per prima si aggiudica le graffette (da dividere come quei due avevano concordato).
Bellissimo quando tu stringi la mano a uno che ti ha lasciato l'80% delle graffette in cambio del 100% al prossimo giro (col cazzo che poi te le do!) e in parallelo il tuo compagno di squadra (che vigliacco se ti ascolta!) ne lascia il 90% all'altro gruppo in cambio di qualcosa che non arriverà mai, e stringe la mano più velocemente di te...

Quel che è venuto fuori, qui, credo sia stato solamente il caos.
O gli squali. O quelli con del culo... boh.
Comunque il nostro gruppo ha vinto.

Forse anche in virtù di questa vittoria strepitosa - dopo qualche giorno - mi hanno richiamato per un colloquio normale. Prima però, hanno voluto il mio curriculum scritto a mano, da mandargli via fax, di modo che potessero mandare avanti l'esame caligrafico.

Premessa: parlando con una delle signorine delle risorse umane avevo anticipato che non avevo esperienza come commerciale, che vengo da un campo più tecnico, che non ho ancora il permesso di lavoro (nota: hanno accettato la documentazione, ci rimane un po' di carta da fare ma dovrei effettivamente averlo per inizio gennaio), che tutte le sere sono a scuola a studiare ebraico... E la signorina: ma certo, venga comunque, una soluzione la troviamo, e poi siamo interessati soprattutto alla conoscenza della lingua italiana...
Data la premessa: ma che cazzo di testa mi fai - manager poco furbo e pure poco simpatico - per dirmi che non ho esperienza in questo campo, e come mai sto cercando lavoro adesso che sto studiando, e davvero non sono un commerciale, e cosa voglio dalla vita, cosa ci faccio qui in Israele, voglio ricominciare da zero e diventare un commerciale??!!

Adesso te lo spiego io il gioco di ruolo, tu ti metti a novanta sulla scrivania e ti cali pantaloni e mutande e io con quella simpatica lampada a fallocentrica che c'hai sulla scrivania ti faccio un gesto misterioso e doloroso insieme. Prova ad indovinare che ruolo - da tecnico, da commerciale... - c'ho in questo momento per la testa?

Per il resto, l'esperienza è stata assolutamente interessante. Se tornassi indietro, la rifarei.

Siamo in Italia in visita dal 27 Dicembre al 3 Gennaio (da sabato a sabato). Ci si vede con chi non è esploso tra vigilia, Natale e S.Stefano a furia di tortelli.

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