30 dicembre 2008

Rugby, Bundesliga, Evoluzione



Un breve estratto dal racconto: Rugby, Bundesliga, Evoluzione




Non riesco a staccarmi dal televisore: mi lascio trascinare nella visione annoiata di un documentario sulle antilopi, e all’improvviso comincio a dubitare dell’intero significato dell’evoluzione. Proprio quando credevo di aver trovato una soluzione valida...
Sullo schermo ci sono tutte queste antilopi, che devono attraversare un fiume nel quale sonnecchiano, in attesa, gli alligatori. Guardo perplesso le antilopi precipitarsi correndo verso il fiume, gli alligatori risvegliarsi pigramente, gli schizzi d’acqua e melma sollevati dagli zoccoli delle antilopi, la loro corsa che si trasforma in un penoso, lento arrancare dove l’acqua è più alta. Gli alligatori ne sbranano con calma almeno una decina, mentre le altre pian piano guadagnano la riva opposta. L’evoluzione: la sopravvivenza della specie, la selezione naturale. Mi verrebbe da pensare che le antilopi abbiano imparato a sfuggire agli alligatori o magari anche solo a minimizzare le perdite, e invece tutto quello che fanno è correre il più veloce possibile nel fiume e ritrovarsi con l’acqua alta che le immobilizza in attesa del morso degli alligatori.
Alla fine la maggioranza delle antilopi ha passato comunque il fiume e gli alligatori sono tutti stesi al sole a pancia piena, quindi la natura ha fatto il suo corso. Provo a immaginarmi nel ruolo dell’antilope, per un istante... Cosa farei? Per attraversare il fiume aspetterei che gli alligatori fossero tutti impegnati nella caccia o magari bloccati dalla pesante digestione, non attraverserei certo per primo. Ma se tutte le antilopi fossero intelligenti come me, nessuna vorrebbe attraversare per prima. Ho questa immagine di tutte le antilopi del mondo, ferme dalla notte dei tempi, al primo guado della storia, con gli alligatori nel fiume a sbavare in attesa del primo morso... Le antilopi si guardano l’una con l’altra, in silenzio, pensando: Col cazzo che vado io per prima.

[continua...]



"Tutti i sogni che abbiamo imparato" è una raccolta di racconti, ambientati tra Reggio Emilia e Dublino, spaziando tra uffici, centro città, periferie industriali. I racconti sono legati uno all'altro, e tracciano la storia dell'evoluzione - così dichiara il protagonista - di Alex, un quasi trentenne alle prese con amore, lavoro, amicizie. Le diverse storie conservano una loro autonomia, mettendo a fuoco singoli episodi e svolgendosi tra ironia e rabbia, passione e cinismo; tutte però unite infine dalla ricerca di un nucleo, di una sostanza ultima, di un sogno.





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