27 gennaio 2009

Isradiario14: il mio permesso di soggiorno dov'è??!!!

Ciao a tutti
con questo capitolo torniamo alle nostre faccende private. La tregua tra Israele e Hamas per ora sembra reggere ancora, e credo di avervi bombardato abbastanza di faccende politiche: la vita, qui, per fortuna non è solo quello.

Mentre vi aggiornavo sulla situazione a Gaza, ci siamo dotati del felino ritratto qui a fianco. Il nome del gatto è Gucci – e nonostante sia ragionevole credere il contrario, il nome non l'ha in realtà scelto Tamar! Già prima di Natale una ragazza di Tel Aviv, che ha vissuto per qualche anno a Milano, aveva cominciato a tampinare Tamar perchè adottassimo questo Gucci, da lei salvato da una vita di strada.
La mia ragionevole opposizione ovviamente non ha potuto nulla, dato che Tamar non solo mi ha chiesto di adottare il felino, ma ha detto a Alex che forse, se il papà avesse acconsentito, avremmo avuto un gatto. Provateci voi a dire di no alla vostra bimba – soprattutto per uno come me, con tutte le sue cicatrici nell'anima, che ha chiesto inutilmente per anni e anni un cane o un gatto ai suoi genitori...
Quindi, è arrivato Gucci.

26 gennaio 2009

Noi abbiamo due case

Questa è la piccola Alex sull’aereo, al ritorno dalla vacanza in Italia, che riassume brillantemente la situazione con un:
“Noi abbiamo due case, una in Israele e una in Italia. Oggi andiamo in Israele.”
Credo che in questo momento quel che la indispettisce di più rispetto al non essere in Italia è che qui, di neve, non ne ha vista e non ne vedrà. Ho passato venti minuti ieri cercando di farle capire che qui l’inverno non è abbastanza freddo, e non nevicherà.
“Se è inverno,” dice, “allora nevica. Se è estate, andiamo al mare.”
E’ che quando cresci poi la vita si complica parecchio.

19 gennaio 2009

15 gennaio 2009

Isradiario13: guerra a Gaza - tregua in arrivo?

Si comincia a parlare seriamente di tregua. Anche un 'cessate il fuoco' temporaneo potrebbe bastare, per dare inizio alle trattative.
Da un paio di giorni sembra che la situazione si stia sviluppando in questo senso, anche se da entrambe le parti ci sono le consuete divisioni tra 'falchi' e 'colombe'.

La dirigenza politica di Hamas - e soprattutto i leader del movimento che sono a Damasco, in Siria, e non a Gaza, - premono per continuare la lotta. "Hamas," dicono, "è un movimento di resistenza e come tale non può accettare alcuna tregua a lungo termine". D'altra parte gli ufficiali di Hamas nella Striscia di Gaza hanno subito perdite pesanti, hanno l'esercito israeliano alle porte e sono coscienti delle condizioni critiche in cui versa la popolazione.
Pare anche che Hamas abbia interesse ad attendere ancora qualche giorno - fino all'insediamento di Obama, - prima di negoziare una tregua, sperando in condizioni più favorevoli grazie al nuovo presidente americano.

12 gennaio 2009

Isradiario12: guerra a Gaza - non si vede la fine

Questa sera (12 gen 2009) mi hanno chiamato da Caterpillar (Radio2) per una breve chiacchierata sulla situazione qui in Israele. Sul sito dovrebbe essere disponibile anche il podcast della trasmissione. Prima di me ha parlato Vittorio Arrigoni, che si trova a Gaza - una testimonianza shockante dello stato delle cose nella Striscia.
Sempre a proposito della chiacchierata con Caterpillar, ho trovato su Haaretz l'articolo a proposito del riservista che si è rifiutato di servire nella Striscia di Gaza, qui.
Inoltre, appena dopo che avevo detto che sono state fino ad ora poche le voci di dissenso, Haaretz riporta questo articolo - di esplicita condanna dell'azione militare - di Gideon Levy, o questo di Aluf Benn a proposito della posizione dell'ONU sul conflitto in corso.

10 gennaio 2009

Isradiario11: guerra a Gaza - la faccenda si complica

A Ramallah scontri tra sostenitori Hamas e Al Fatah
Scontri sono scoppiati oggi fra sostenitori di Hamas e di Al Fatah a Ramallah, in Cisgiordania, nel corso di una manifestazione contro l'offensiva israeliana alla quale hanno partecipato le due fazioni palestinesi rivali. Migliaia di palestinesi, che partecipavano a due distinte marce, si sono radunati nel centro di Ramallah dopo la grande preghiera del venerdì. I simpatizzanti di Hamas si sono azzuffati con seguaci di Al Fatah e la polizia ha disperso la folla con lacrimogeni e manganelli. Testimoni e fonti mediche hanno detto che 13 persone sono state ricoverate in ospedale.

Le ultime parole famose...
Israele non trasformerà mai la sua potenza militare in sicurezza strategica. Se ci fosse bisogno, potrebbe vincere una guerra contro tutti i suoi nemici messi insieme, ma se vuole la pace deve prendere una decisione che ha evitato per 40 anni: ritirarsi dai territori occupati palestinesi. Le vittorie militari e le conquiste di territorio sono futili. La sicurezza verrà solo con una soluzione politica.
Queste parole non le dico io. Le ha dette l’attuale primo ministro di Israele, Ehud Olmert, nell’intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth [...]
da MyTube di Enrico Franceschini

Al Jazeera dalla Striscia di Gaza
A questo indirizzo è possibile seguire le news di Al Jazeera aggiornate anche da corrispondenti all'interno della Striscia di Gaza.
http://twitter.com/ajgaza
Al momento, quelli di Al Jazeera sono gli unici giornalisti - di cui sono al corrente - che si trovino all'interno della Striscia di Gaza, e non bloccati sul confine a raccontare dall'esterno quel che succede. L'esercito israeliano infatti - nonostante il parere contrario della Corte Suprema qui in Israele - non consente ai giornalisti di entrare a Gaza. Ufficialmente, per evitare che siano messi in pericolo dalle manovre militari e per non complicare l'operato dei soldati. Bella scusa.

08 gennaio 2009

Isradiario10: guerra a Gaza - note personali

Provo ad aggiungere un po' di impressioni derivate direttamente dall'esperienza che sto facendo qui, e dalle chiacchierate (o 'accese discussioni') che sto avendo con alcuni israeliani (della famiglia e non).

La paura
La prima cosa - che mi ha sorpreso particolarmente - è stato notare come tante persone che conoscevo come di posizione 'moderata' supportino completamente l'operazione in corso. Con tutte le sfumature del caso - c'è chi si dice preccupato per i civili, chi pensa che l'operazione di terra sia troppo incasinata, chi crede che si sarebbe dovuto cercare il sostegno internazionale prima... - sono tutti concordi nel dire che 'qualcosa andava fatto'. Come ho già avuto modo di dire, in generale mi sembra di poter affermare che la maggioranza degli israeliani siano, ad esempio, contrari alle colonie e all'occupazione, e siano favorevoli ad un ritiro progressivo in direzione di una situazione stabile per entrambi i popoli. Allo stesso tempo, la loro preoccupazione principale è che lo stato sia in grado di garantire a loro, alle loro famiglie, una sicurezza duratura e concreta.

Isradiario9: guerra a Gaza - altre info

Ciao a tutti
provo a portare avanti il capitolo sulla guerra a Gaza, con qualche considerazione personale, anche alla luce degli ultimi sviluppi che ci fanno sperare almeno un po'... C'è questo 'cessate il fuoco' di tre ore al giorno che permette anche alla Croce Rossa internazionale di operare, e negli ultimi giorni sono stati distribuiti cibo e medicine alla popolazione di Gaza.
Leggo adesso su Repubblica che sembra aprirsi una finestra per una trattativa che potrebbe portare prima ad una tregua, e alla ripresa dei negoziati successivamente.
La chiave della tregua è ovviamente la garanzia per Israele che non verranno contrabbandate a Gaza armi e munizioni - come accaduto in passato. Questo controllo dovrebbe venir garantito da truppe americane e egiziane. Hamas però non sembra particolarmente favorevole a sottoscrivere l'accordo.
Purtroppo, allo stesso tempo, il conflitto rischia di allargarsi a nord. Questa notte dal Libano sono stati sparati tre missili contro il territorio israeliano - si sospetta da parte di un gruppo palestinese armato e supportato dagli Hezbollah. E' ovviamente ancora presto per dire che si è aperto un nuovo fronte - non sempre il lancio di qualche missile porta a conseguenti azioni militari, e il confine con il Libano è presidiato anche da truppe ONU. Quindi speriamo in bene.

Cosa c'è dietro...

07 gennaio 2009

Isradiario8: guerra a Gaza - cosa è successo prima

Ciao a tutti
di fronte al casino scoppiato a Gaza, tutte le varie storie dell'ulpan, della macchinina che si rompe, o le mie piccole avventure in Israele, passano in secondo piano. In tanti mi hanno chiesto informazioni sulla situazione, interpretazioni, spiegazioni... quindi provo un attimo a fare il punto, a modo mio.
Per evitare fraintendimenti, vi ricordo che ho un'esperienza più o meno 'diretta' solamente della vita in Israele, e che spesso parlo con cittadini israeliani - quindi non escludo che il mio punto di vista sia leggermente distorto. Per una panoramica più completa sulla questione palestinese guardatevi pure Wikipedia, in italiano e in inglese... a me è sembrata abbastanza equa nel descrivere le problematiche senza prendere posizione.

Fatah, Hamas, e i territori palestinesi
Dal 2006 i territori palestinesi sono governati da due diverse fazioni, Fatah e Hamas.
Fatah al momento controlla i territori a est e nord (principalmente la West Bank, dove si trova Ramallah, dove si trovavano anche gli uffici del governo di Arafat). Fatah è sostanzialmente il partito di maggioranza di quello che era l'OLP, trasformatosi poi in ANP (Autorità Nazionale Palestinese). In queste aree la situazione è relativamente tranquilla, ormai da qualche tempo.
Hamas invece è un'organizzazione terroristica, che solo in questi ultimi anni ha assunto un ruolo politico rilevante all'interno dei territori palestinesi. I motivi dell'ascesa di Hamas sono numerosi, principalmente la corruzione che regnava nel governo dell'ANP. Nel corso degli anni Hamas ha guadagnato consensi, e il suo ramo 'politico' ha vinto le elezioni nel 2006. Probabilmente anche la politica aggressiva di Israele, che ha esacerbato il malcontento dei palestinesi soprattutto nella Striscia di Gaza, ha favorito Hamas, che si pone in una posizione decisamente estrema contro Israele rispetto a Fatah.
Al momento Hamas controlla saldamente i territori della Striscia di Gaza - da cui ha estromesso i rappresentanti di Fatah, - che si trova nel sud ovest di Israele, e confina a sud con l'Egitto.

02 gennaio 2009

Esterno uno



"Tutti i sogni che abbiamo imparato" è una raccolta di racconti, ambientati tra Reggio Emilia e Dublino, spaziando tra uffici, centro città, periferie industriali. I racconti sono legati uno all'altro, e tracciano la storia dell'evoluzione - così dichiara il protagonista - di Alex, un quasi trentenne alle prese con amore, lavoro, amicizie. Le diverse storie conservano una loro autonomia, mettendo a fuoco singoli episodi e svolgendosi tra ironia e rabbia, passione e cinismo; tutte però unite infine dalla ricerca di un nucleo, di una sostanza ultima, di un sogno.


La raccolta di racconti può essere acquistata presso Edizioni Creativa - su www.edizionicreativa.it

01 gennaio 2009

A malapena vivo


Un breve estratto dal racconto: A malapena vivo




"Sui vecchi guai 
Seduto qua 
Per chi mi vuole qua: 
Su cento guai [...] un cuore 
Arrenditi 
O ribellati" 
Marlene Kuntz



Oggi grande incontro con i tedeschi, quindi niente malattia.
La prima persona che incontro nel corridoio è Federica, la mia superiore, che sta bevendo un caffè con quello dell’ufficio acquisti – detto anche il bestemmiatore folle. Senza sentire cosa stanno dicendo mormoro un buongiorno, premo il pulsante del caffè e riprendo a massaggiarmi le tempie.
Il bestemmiatore folle mi guarda e mi dice: — Cazzo, che faccia che c’hai...
Federica invece non dice nulla, ma mi guarda fisso.
Una brutta emicrania, — rispondo.
Bevuto, ieri, eh? — ride il bestemmiatore. — Andato fuori con i tuoi amichetti del centro sociale, bevuto, fumato... scopato niente, lo so... E adesso guardati qui...
Eh, certo... — gli rispondo, mentre bevo a piccoli sorsi il caffè rovente, — Scopato niente, te le scopi tutte tu e dopo non si accontentano più...
Lui allarga le braccia come a dire: cosa ci posso fare?
Federica mi fa segno di andare verso l’ufficio: — Magari lasciamo stare le stronzate, andiamo che sei già in ritardo.
La seguo con un sospiro ostentato, lancio il bicchiere di carta del caffè nel grosso bidone di plastica. E il bestemmiatore folle, appunto, bestemmia a gran voce quando il mio bicchiere di carta cade sugli altri, rimbalza di lato, e gli schizza di zucchero e caffè i pantaloni grigi del completo di marca.
Dico: — Oh, scusa, — mentre sparisco lungo il corridoio, inseguendo Federica.

[continua...]



"Tutti i sogni che abbiamo imparato" è una raccolta di racconti, ambientati tra Reggio Emilia e Dublino, spaziando tra uffici, centro città, periferie industriali. I racconti sono legati uno all'altro, e tracciano la storia dell'evoluzione - così dichiara il protagonista - di Alex, un quasi trentenne alle prese con amore, lavoro, amicizie. Le diverse storie conservano una loro autonomia, mettendo a fuoco singoli episodi e svolgendosi tra ironia e rabbia, passione e cinismo; tutte però unite infine dalla ricerca di un nucleo, di una sostanza ultima, di un sogno.



La raccolta di racconti può essere acquistata presso Edizioni Creativa - su www.edizionicreativa.it