08 gennaio 2009

Isradiario9: guerra a Gaza - altre info

Ciao a tutti
provo a portare avanti il capitolo sulla guerra a Gaza, con qualche considerazione personale, anche alla luce degli ultimi sviluppi che ci fanno sperare almeno un po'... C'è questo 'cessate il fuoco' di tre ore al giorno che permette anche alla Croce Rossa internazionale di operare, e negli ultimi giorni sono stati distribuiti cibo e medicine alla popolazione di Gaza.
Leggo adesso su Repubblica che sembra aprirsi una finestra per una trattativa che potrebbe portare prima ad una tregua, e alla ripresa dei negoziati successivamente.
La chiave della tregua è ovviamente la garanzia per Israele che non verranno contrabbandate a Gaza armi e munizioni - come accaduto in passato. Questo controllo dovrebbe venir garantito da truppe americane e egiziane. Hamas però non sembra particolarmente favorevole a sottoscrivere l'accordo.
Purtroppo, allo stesso tempo, il conflitto rischia di allargarsi a nord. Questa notte dal Libano sono stati sparati tre missili contro il territorio israeliano - si sospetta da parte di un gruppo palestinese armato e supportato dagli Hezbollah. E' ovviamente ancora presto per dire che si è aperto un nuovo fronte - non sempre il lancio di qualche missile porta a conseguenti azioni militari, e il confine con il Libano è presidiato anche da truppe ONU. Quindi speriamo in bene.

Cosa c'è dietro...
E' triste dirlo, ma ci sono dietro a queste manovre anche interessi politici - sia per Israele che per Hamas - che stanno 'inquinando' le decisioni che vengono prese.
Tragicamente, entrambi i combattenti guadagnano sostegno da parte dei loro elettori, con il continuare delle ostilità. Il ministro degli esteri israeliano (Tzipi Livni) ed il ministro della difesa (Ehud Barak) hanno guadagnato notevoli consensi - anche in vista delle elezioni in arrivo a Febbraio. Allo stesso modo, le operazioni militari israeliane a Gaza hanno naturalmente rafforzato le posizioni estremiste di Hamas a discapito delle fazioni che sono pronte a trattare con Israele.
Leggendo Haaretz inoltre mi sono fatto l'idea che l'operazione di terra sia scattata ora - con l'intento da parte di Israele di colpire pesantemente Hamas prima che Obama assuma la presidenza degli Stati Uniti. Questa operazione, condotta ora invece che all'inizio del mandato Obama, pone effettivamente in difficoltà l'amministrazione Bush uscente, invece del neoeletto presidente. Ho cercato un po' di informazioni su Obama, e l'unica dichiarazione che ho trovato diceva più o meno 'se tirassero i missili sul mio paese e sulla mia famiglia, farei di tutto per fermarli' - che mi suona come un'approvazione (seppur non del tutto esplicita) dell'azione militare israeliana. A parte questo... silenzio.
Per Israele l'attacco via terra, per quanto rischioso sia per i propri soldati che per l'impatto mediatico, veniva qui dato per scontato. Quel che Israele sta cercando di fare, è smantellare completamente l'infrastruttura di Hamas... si vociferava addirittura che avrebbero cercato di rimettere in carica un governo di Fatah a Gaza.
Inoltre l'operazione ha restituito agli israeliani la fiducia nell'esercito, che si era incrinata dopo la guerra in Libano nel 2006. Se dall'esterno questo pare un obiettivo sindacabile, era importante a livello di politica interna in un'area piena di tensioni come il medio oriente.
Paradossalmente, quest'offensiva potrebbe dare anche qualche speranza ai partiti di centro sinistra israeliani di vincere le elezioni, e favorire in futuro una politica distensiva con i palestinesi. Il successo dell'operazione a Gaza sta scuotendo gli israeliani dalla paura di essere sopraffatti dall'Iran in caso di attacco - e in questo modo nelle elezioni a Febbraio c'è il caso che non sia la paura a prevalere, portando tutti i voti verso i 'falchi' - che hanno criticato pesantemente sia il ritiro dalle colonie effettuato da Sharon, che l'attuale governo di Olmert.

Come andrà a finire
E' presto per dirlo. Ovviamente speriamo che possa finire il più presto possibile - di modo che non muoiano altri civili e che si possa ridare una speranza alle trattative. L'operazione a Gaza è comunque molto complessa. L'attacco via terra ha complicato le cose, perchè ha alzato notevolmente la posta in gioco - non è ragionevole per gli israeliani ritirarsi senza aver colpito pesantemente Hamas o senza aver ottenuto risultati diplomatici importanti. Allo stesso modo Hamas gioca al rialzo, forte dell'impatto mediatico delle molte vittime civili causate dalla guerra.
La chiave comunque sembra essere nelle posizioni apparentemente intransigenti su cui entrembi sono comunque in questo momento bloccati: Israele non accetta il governo di Hamas a Gaza perchè pone un pericolo 'reale', e rifiuta di trattare direttamente con Hamas. A sua volta Hamas non riconosce ancora Israele come interlocutore per i negoziati, e ha riportato indietro le trattative, ricusando sia gli accordi di Oslo che la Road Map per la pace del 2002.
In qualche modo, è un film già visto... Andando a guardare il livello di tensione che c'era tra il vecchio OLP e Israele trenta o quarant'anni fa', sembrava impossibile potessero raggiungere qualsiasi accordo. Invece i progressi, in qualche modo, ci sono stati. Sarebbe molto più facile se entrambe le parti in causa ridimensionassero le aspettative e cominciassero a trattare fin da ora.
Nel frattempo, i risultati tangibili dell'operazione in corso sono due: a breve termine Israele sembra aver indebolito - e sicuramente ha colpito duramente - Hamas. Ha distrutto diverse postazioni da cui venivano lanciati i razzi contro Israele, ha distrutto depositi di armi e munizioni, e molti dei tunnel che venivano utilizzati per contrabbandare armi dall'Egitto e per spostarle all'interno del territorio della Striscia di Gaza. Il prezzo però è stato altissimo, in termini di vittime civili si parla di circa un 30% tra tutti i morti, e di percentuali molto più alte se si parla dei feriti. Questi morti, e l'evidente sproporzione delle forze in campo, rischia di mettere seriamente in crisi le relazioni diplomatiche di Israele con molti paesi europei, e sicuramente rafforzerà a medio-lungo termine le formazioni palestinesi estremiste come Hamas.

Continuiamo prossimamente... voi ditemi cosa ne pensate...

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