27 gennaio 2009

Isradiario14: il mio permesso di soggiorno dov'è??!!!

Ciao a tutti
con questo capitolo torniamo alle nostre faccende private. La tregua tra Israele e Hamas per ora sembra reggere ancora, e credo di avervi bombardato abbastanza di faccende politiche: la vita, qui, per fortuna non è solo quello.

Mentre vi aggiornavo sulla situazione a Gaza, ci siamo dotati del felino ritratto qui a fianco. Il nome del gatto è Gucci – e nonostante sia ragionevole credere il contrario, il nome non l'ha in realtà scelto Tamar! Già prima di Natale una ragazza di Tel Aviv, che ha vissuto per qualche anno a Milano, aveva cominciato a tampinare Tamar perchè adottassimo questo Gucci, da lei salvato da una vita di strada.
La mia ragionevole opposizione ovviamente non ha potuto nulla, dato che Tamar non solo mi ha chiesto di adottare il felino, ma ha detto a Alex che forse, se il papà avesse acconsentito, avremmo avuto un gatto. Provateci voi a dire di no alla vostra bimba – soprattutto per uno come me, con tutte le sue cicatrici nell'anima, che ha chiesto inutilmente per anni e anni un cane o un gatto ai suoi genitori...
Quindi, è arrivato Gucci.


Che da bravo gatto ha passato i primi due giorni comportandosi in maniera impeccabile, coccolando tutti e non rompendo mai le palle, e trasformandosi poi in un piccolo mostro assassino. Avete presente il diavoletto della Tasmania? Ecco, qualcosa di simile. Mi consola il fatto che abbia capito fin da subito che ogni graffio inflitto ad Alex verrà punito con severità, e che abbia fatto di Tamar la sua preda preferita per i suoi dolorosi (per noi) allenamenti all'agguato.
D'altra parte, è bene che il giovane predatore si alleni a procurarsi il cibo in autonomia, perchè qualcuno potrebbe per sbaglio dimenticare la porta del balcone aperta e il bastardo potrebbe trovarsi di nuovo in strada...

Questa è la piccola Alex sull'aereo, al ritorno dalla vacanza in Italia, che riassume brillantemente la situazione con un:
"Noi abbiamo due case, una in Israele e una in Italia. Oggi andiamo in Israele."
Credo che in questo momento quel che la indispettisce di più rispetto al non essere in Italia è che qui, di neve, non ne ha vista e non ne vedrà. Ho passato venti minuti ieri cercando di farle capire che qui l'inverno non è abbastanza freddo, e non nevicherà. "Se è inverno," dice, "allora nevica. Se è estate, andiamo al mare."
E' che quando cresci poi la vita si complica parecchio.

Che altro? Il corso di ebraico continua, ma io ormai ho raggiunto un serio livello di saturazione. Il mio cervello è nella fase "se mi dai un altro verbo irregolare da imparare mi sparo". C'è ancora più di un mese, quindi il suicidio della mia materia cerebrale credo sia inevitabile.
Nel frattempo ho cominciato a fare qualche lavoretto di traduzione, per una ditta di Tel-Aviv (principalmente traduzioni per testi da pubblicare su siti internet, cazzate varie, pubblicità). Niente di eccitante, ma lavoro da casa, quando voglio, pagano benone, quindi non mi lamento (diciamo che sarebbe un ottimo secondo lavoro... dov'è il primo?).
A proposito del primo lavoro... Merita un'ultima nota la burocrazia Israeliana – nota negativa ovviamente, cosa vi aspettavate? E' burocrazia... Ho richiesto il permesso di soggiorno il 3 dicembre, consegnato tutti i documenti necessari e pagato quel che c'è da pagare di bolli e tasse. Primo punto: se si richiede il permesso di lavoro e basta, si paga una certa somma; se si richiede il permesso di soggiorno per motivi familiari (come il mio), che include anche il permesso di lavoro, si paga quasi il doppio. Il motivo? Chissà. Dopo aver consegnato tutto il pacco di carte varie sono stato in tribunale dove una simpatica signora mi ha tradotto dall'ebraico all'inglese un po' di documenti che ho controfirmato (sperando di non aver appena dato all'esercito israeliano il diritto di arruolarmi forzatamente caso mai gli tiri il culo...). Ovviamente ho pagato un altro po' di soldi e con i miei bei fogli firmati sono tornato all'ufficio del ministero per allegarli alla mia richiesta. Era il 10 dicembre, e in meno di un mese tutto sarebbe dovuto essere pronto.
Ai primi di gennaio sono andato all'ufficio del ministero a chiedere il mio permesso di soggiorno. "No pronto."
"Va be', pronto quando?"
"Tra poco."
Ci ritorno vero il 15 gennaio. "No pronto."
Eh però...
Gli telefono (mi ero stancato di far la fila) dopo qualche giorno. "No pronto."
"Eh dai! Pronto quando?"
"Chissà."
"Chissà sto cazzo," protesto formalmente.
"Ti richiamiamo noi domani e ti facciamo sapere."
Eh certo... E infatti, nessuno chiama.
Dopo un paio di giorni torno al ministero con Tamar: il permesso di soggiorno non è pronto perchè i gentilissimi signori dello Shin Bet (i servizi segreti) non hanno ancora dato l'ok. Mi dicono che sia normale che i servizi sergreti debbano fare qualche controllo... D'accordo.
Però in questo periodo,mi dicono, erano un po' impegnati con la faccenda di Gaza.
Insomma, ci son tornato domenica e ancora no pronto.
Ci tornerò anche domani. Secondo voi?

Tra l'altro intorno al 10 Febbraio qui dovrebbero esserci le elezioni. Si accettano scommesse, ma credo vincerà il centro-destra.

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