17 giugno 2009

Lettera aperta al Lillo

(Nota a margine: non rompetemi perche’ ho scritto con gli apostrofi al posto degli accenti. Questa tastiera non ha le lettere accentate, punto.)

Ma guarda te, penso, il Lillo che mi chiede l’amicizia su facebook.
E mentre metto insieme i pezzetti di ricordi che ho del Lillo, e pondero se accettare o meno (ma poi, su facebook siam tutti puttane, diciam sempre di si’…), mi risuona nelle orecchie la sua risatina.
Son li’ li’ per cliccare su rifiuta (guarda Lillo, fai te che gesto, t’ho scritto cliccare senza la kappa… click click click…), poi mi dico: “Dagli una possibilita’, chissa’ che anche lui non sia cambiato… Vi siete conosciuti e poi persi di vista che di anni ne avevate a malapena, che so, 25? Due venticinquenni magri, piccini, incazzati, fastidiosi… Chissa’ che anche lui adesso non sia diventato un trentenne piccino, magro, fastidioso e incazzato, come te…”
Allora accetto l’amicizia, vado a guardare nei dettagli su facebook e mi ricordo bene: il Lillo c’ha un anno piu’ di me. Questo e’ importante, passati i 30, per noi altri. Vecchiaccio.
Se ricordo bene, tra l’altro, al Lillo gli dava fastidio davvero quando gli davo del vecchio. Cos’altro gli dava fastidio? Non mi ricordo, mi verra’ in mente.

“Come possiamo farlo incazzare?” penso, perche’ altrimenti e’ noioso. Se s’incazza diventa piu’ divertente. Mi metto a guardare un po’ di cose sul profilo di facebook, ma e’ pieno di cazzate, niente di compromettente. Oh, c’e’ il link al blog, andiamo un po’ a vedere…
Oh… il Lillo corre. Vuoi vedere che gli sta venendo la pancetta? E’ vecchio e con la pancetta.
Molto bene… ma del resto, a questa eta’ succede a tutti… no, mi serve qualcosa di piu’.
La cintura verde? Cos’e’, come il pollice verde? No, no… Va in palestra a fare a botte, d’accordo. Paga per prenderle. Va bene, solita roba, Lillo e Chuck Norris e bla bla bla… niente… mi serve qualcosa di piu’ forte.
Ecco, ho trovato. Ha mollato il lavoro e ha fatto la cazzata, proprio a cavallo della crisi, il deficiente.
Ci penso su un attimo, pero’, perche’ io proprio l’onda della crisi l’avevo vista arrivare, l’ho aspettata, e son partito un attimo in anticipo da bravo surfer, mi son licenziato da un lavoro sicuro e che pagava bene, per andare a vivere in Israele, giusto prima che cominciasse la guerra di Gaza… a studiar l’ebraico e a trovarmi un lavoro in questo paese dove l’articolo diciotto recita:
“Il capo ti licenza, quando gli tira il culo, se gli tira il culo. Il TFR non esiste. Stai zitto e ringrazia.”
Sara’ meglio che sto zitto.
Merda, c’ha pure la morosa… voglio dire, dovra’ drogarla costantemente per tenerla in quello stato di confusione mentale che le impedisca di fuggire. Magari vivono pure insieme… nel caso, di certo la picchia. Pero’ lei non l’ha ancora mollato. Che faccio, lo gufo? No, troppo scontato.
Adesso stai a vedere che pure gli fa piacere che gli ho scritto la lettera aperta, cercando in qualche modo di insultarlo. Pensera’ che stia scherzando, cazzo.
Voi che magari lo conoscete meglio di me, per favore, offendetelo nei commenti!
(non qui sul mio blog, stronzi, su facebook!)

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