22 giugno 2009

Italiani: apolitici, puttanieri e fascisti (e censori)?

Abbiamo collezionato un bel po’ di notizie rilevanti, ultimamente, che mi hanno fatto un po’ riflettere. Abbiamo un ministro che in una cerimonia pubblica si fa scappare un saluto da camerata, un primo ministro sospettato di andare a puttane, e un misero 20% che va’ a votare per il referendum, oltre ad un’affluenza comunque scarsa alle europee.
La prima reazione sarebbe quella di mettermi qui a fare la morale e chiamare in ballo le leggi e i principi della democrazia: il fascismo è un reato, la credibilità di Berlusconi è compromessa di nuovo, esercitare il diritto di voto in un referendum è l’ultimo segnale che possiamo dare a questa classe politica che pare viva su un altro pianeta, adesso che ci hanno tolto pure le preferenze, e ricordiamoci che se non stiamo clamorosamente affondando il paese è solamente perché il salvagente-euro ci tiene un po’ a galla, e l’Unione Europea per fortuna può mettere qualche limite alla fantasia autodistruttiva dei nostri governanti…
Ma il punto non è quel che è successo. Il punto è quel che non è successo.

——- Se sei di fretta, puoi saltare questa parte ——-
Quel che non è successo, è che almeno mezza Italia non sussulta più: non di fronte a una parata di neo-fascisti, non di fronte a un ministro che fa il saluto da camerata, non di fronte alle ronde nere con la divisa da SS caduta in disgrazia. Il rigurgito verso una dimostrazione palese di aderenza a una filosofia dittatoriale e violenta, semplicemente non sale.
Non è necessario essere antifascisti per vocazione di vita, per credo politico. Sarebbe sufficiente non essere indifferenti.

Non è successo che l’italiano medio si sia detto: va bene tutto, però in fondo che fiducia mi da uno che va’ a puttane? In fondo, se la morale traballa in camera da letto - e apparentemente a ripetizione, come paradigma, non come episodio isolato di debolezza, - che cazzo di morale posso aspettarmi una volta che quello si siede dietro la scrivania da primo ministro? Se si compra un po’ di figa, perché non dovrebbe essere anche pronto a vendere un po’ il culo suo - o dell’Italia ancora meglio - quando gli torna comodo? E dove cazzo sono finite le regole di una sana e bella competizione liberale per trombare? Qui si inserisce una seria turbativa nella selezione della specie…

Non c’è stato da parte di tanti alcun moto di disgusto di fronte a un politico - primo ministro o meno che sia - che si barrica dietro pretese di privacy, complotti, pettegolezzi e menzogne, pur di non dare una risposta chiara e precisa in merito ai fatti accaduti. Il paese sembra di nuovo spaccati a metà, pro o contro Berlusconi, come se il problema fosse ‘la persona’ o ‘il ruolo che ricopre’.
Qualsiasi politico che menta, insabbi, minacci i mezzi d’informazione, si rifiuti di render conto del suo operato, dovrebbe sparire dalla scena. Non cacciato in virtù di leggi o regole, ma semplicemente, mai più votato.

Anche se quattro italiani su cinque non sono necessariamente leghisti o elettori di Casini, resta il fatto che non sono andati a votare per il referendum. Non posso dire precisamente che risultato mi aspettassi, e se il bipartitismo risultante dal referendum sarebbe stato meglio o peggio di quel che abbiamo ora. Ma di quei quattro su cinque che non hanno votato, credo sarebbe ingenuo non credere che almeno un paio semplicemente abbiano pensato “Non me ne frega proprio niente”.

Come non ce ne frega granché dell’Europa. L’Unione Europea viene tirata in ballo, spesso a sproposito, e comincia ad apparire come un mostro sovranazionale inutile, costoso e burbero, che non conta nulla. O peggio, che mette i bastoni fra le ruote. Nessuno sembra chiedersi, quanto mi costerebbe un pieno di benzina oggi se pagassi in lire, non in euro? L’inflazione, quale sarebbe? La crisi, come avrebbe colpito?
L’Italia, e in particolare l’economia italiana, potrebbero stare molto meglio di così. Forse, se non fossimo in Europa, staremmo pure peggio.

Ognuno di noi, se non siamo tra i pochi esseri eccezionali ancora sopravvissuti in questa Italia disastrata, sembra che per una pura legge di statistica debba essere in fondo un poco fascista o puttaniere o apolitico o nazionalista o…

——- Se sei di fretta, ricomincia a leggere da qui ——-

Generano indifferenza il fascismo, l’andare a puttane (indipendentemente dal costo e dal contesto), la raccomandazione, l’inciucio, il conflitto d’interessi, la scappatoia e la scorciatoia, l’informazione pilotata e la censura, lo spreco, la mancanza di buon senso, la corruzione, la menzogna più sfacciata.
Questi non sono solo i difetti della classe politica, sono i nostri.
Sono i difetti di noi italiani. Non c’è legge che tenga, di fronte a tutto questo. La legge non esiste.
Quel che esiste è solo la consuetudine all’obrobrio, grande o piccolo che sia. E dal ‘lo faccio ma non lo dico’ siamo passati al ‘lo faccio e lo dico pure’, e stiamo tracimando nel ‘lo faccio e me ne vanto’.
Il gioco è cambiato, siamo su un nuovo livello. Non è sufficiente mostrare un comportamento illegale o disonesto per generare il rifiuto, non è sufficiente il saluto da camerata per innescare il disgusto. Gli anticorpi italiani si sono indeboliti? Il virus è mutato?
Per la politica (la sinistra? il centro-sinistra?) l’unico modo di rimettere in piedi il paese è ridare corpo e sostanza ai concetti di morale civile, di solidarietà, di onestà - di testa e portafogli, - di trasparenza. Altrimenti, ‘sti cazzi.
Niente sconti, niente compromessi. Forse, se cambierà la politica, un giorno cambieranno anche gli italiani. E voi italiani che state leggendo: col cazzo, il fatto che gli altri corrompano, rubino, mentano, non vi giustifica. Sarete anche dei furbi - ma finché non cambieranno anche la lingua italiana, sarete dei furbi disonesti, ladri e bugiardi! Tié!

Il perché degli italiani ‘censori’ dichiarati nel titolo, è presto detto. Celebriamo oggi la mia prima esperienza personale di censura.
Avevo condiviso, come tanti su Facebook, il solito link al TG spagnolo che mostrava le foto di villa Certosa, i commenti, e dichiarava che la versione precedente del video era stata censurata. Ecco, anche la nuova, che avevo condiviso, è sparita. Ma che strano.
Italia? O Iran?
I video (provo a mettere il link di nuovo su Facebook domani) sono questi (per ora):
http://www.youtube.com/watch?v=_Yoh06Haxhc
http://www.youtube.com/watch?v=eRnfx_yHeBA
La superiorità culturale dell’Occidente.
La superiorità culturale dell’Occidente.

La superiorità. Culturale. Dell’Occidente.

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