23 novembre 2010

Mare di Bering

Avoledo Tullio - Mare di Bering

In breve: in un futuro prossimo e leggermente distorto, Mika, studente fuori corso, conduce i suoi affari in un vecchio ufficio devastato dai furti. Con l'aiuto dell'enciclopedico Rabo, Mika produce tesi per laureandi pigri e ignoranti, che si fa pagare profumatamente. Si ritrova così coinvolto nel tentativo di procurare una laurea honoris causa all'amante di un ricco imprenditore. La storia si sviluppa per episodi, con un certo gusto per l'ironia e il paradosso.

Cosa c'è di bello: il romanzo è ambientato in una sorta di futuro parallelo, che a tratti sorprende con piccoli dettagli surreali. La storia personale di Mika, si intreccia con la politica e eventi di portata maggiore (ad esempio il summit dei potenti della terra che si svolge in Islanda).

Cosa c'è di brutto: i personaggi sono tagliati con l'accetta, e per qualche motivo gli uomini sono ritratti come incapaci e disonesti, le donne come integerrime, dalle idee sempre chiare e soprattutto stranamente innamorate di questi incapaci. Il futuro parallelo è una buona idea, ma non restituisce un'immagine completa e coerente, piuttosto semplici episodi, dettagli, talvolta forzati o fuori contesto - se si togliesse questo elemento dal romanzo, la storia non ne risentirebbe. Con l'eccezione del finale, che per altro non è buono (ad essere generosi). Ci sarebbe altro da dire: dialoghi forzati, un gusto per l'ironia che però si traduce in battute scontate, psicologia dei personaggi costruita principalmente su stereotipi...

Giudizio finale: si fa leggere, ma alla fine lascia poco...

Voto: 5/10

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