30 novembre 2010

Wikileaks

Un qualche pensiero su Wikileaks: certo, la diplomazia e' affare complesso, e certe volte gli intrighi, o semplicemente i livelli stratificati di cautele e complicazioni, rendono tutto molto difficile. Ma...

I giornalisti
Quello che mi sorprende e' notare quanti giornalisti mostrino perplessita' di fronte alla pubblicazione di questo materiale, e perdano tempo a criticare wikileaks o a fare la ramanzina. I politici, be', li capisco, difendono prima di tutto il loro potere, il loro privilegio. Prima, solo loro avevano accesso a queste informazioni. La condivisione di informazioni, prima di tutto mina il loro potere: li priva del sotterfugio, dell'accordo sotto banco, della loro pregiata 'real-politik'.
Dicevo, mi sorprendono i giornalisti. Dovrebbero essere felici, di questa overdose di informazione. Se uno di questi giornalisti avesse avuto accesso, lui solo, a questa miniera inesauribile di dati, non credo (ma e' solo una supposizione) che si sarebbe fatto scrupolo di usarla. Allora qual'e' il problema? Che questa volta, anche i giornalisti - a parole favorevoli alla liberta' di parola e alla libera informazione, -si sono sentiti minacciati. Un wikileaks di questa portata all'anno e i giornalisti perdono tutti il lavoro. Rimarrebbero solo quelli bravi: quelli che i fatti sanno leggerli, interpretarli, spiegarli. Quelli che hanno memoria, sanno fare collegamenti, sanno cogliere nel mare delle informazioni le due o tre che hanno un vero valore. E di giornalisti cosi', temo che non ce ne siano molti.

Le critiche, la paranoia, il lamentino, la perdita di tempo
La cosa davvero divertente e' che dopo giorni di paranoia preventiva, dopo le minacce e i tentativi di dissuasione, dopo i moniti e gli avvertimenti - adesso, che la frittata e' fatta e che Wikileaks pubblica da piu' di 48 ore, si continuano a leggere commenti e pensieri sul dilemma: ha fatto bene Assange e il suo gruppo a rilasciare questi documenti?
Non importa. Non importa piu', non e' questo il punto. Cos'e', magari Assange passa di qui e legge uno dei vostri editoriali e cambia idea, e chiude wikileaks? La priorita', come giornalisti, e' decifrare, analizzare, contestualizzare queste informazioni, non continuare a menarcela (perche' la state davvero menando) sulla legittimita' o meno del rilasciare queste informazioni.
Se avete dei dubbi - bene. Prima di tutto, rimuovete tutti i vostri articoli che discutono del 'contenuto' dei cablogrammi delle ambasciate americane. Non leggete wikileaks. Discutete, e decidete, se sia o meno morale quel che Assange ha fatto.
Il resto del mondo, ha gia' deciso - ha deciso che giusto o sbagliato, vuole leggere.

(Lasciamo da parte il delirio di Frattini - aho', genio, e' inutile che gridi 'Arrestate Assange!'. Se gli americani gli mettono le mani addosso, altro che arresto... che urli a fare? Cos'e', viene e si consegna a te personalmente perche' gli hai fatto scattare il pentimento??)




E' solo informazione
Alla fine, in quei cablogrammi c'e' solo scritto nero su bianco che la politica, tante volte, e' una cosa sporca, che ci si muove in tante zone grigie... Questo, la gente, lo sapeva gia'. Il problema, adesso, e' che non lo si puo' piu' negare.
Paradossalmente, questo potrebbe fare del bene alla politica.
Diro' la cazzata, wikileaks potrebbe stare alla politica come napster e' stato per la musica. Gli mp3 non hanno distrutto il mercato musicale, lo hanno cambiato.
La verita' - o una parte di essa... No, dai, cambio termine. La trasparenza forzata, potrebbe aiutare questi politicanti a fare un passo in avanti: meno balle, meno ricerca del consenso, piu' fatti, piu' risultati.
E basta con il segreto di stato e quelle menate...
Quel che sanno i politici non possiamo saperlo noi? Ma dite sul serio? Lo dite a Bossi, a suo figlio, a Bondi, e non lo dite a noi??!!
A Booondiiiiiiiiiiii!!??! A Booonssiiiiiiiiiiii!!??! Al-fi-gli-o-di-Bos-si!?!?! E non a noi?

(una breve tirata da incazzato)
La gente vuole leggere.
Vuole leggere perche' - dite quel che volete, ma le cose stanno cosi' - se esiste una politica, nel mondo occidentale, e' perche' c'e' gente che vota, che partecipa, o anche solo che accetta questo sistema. Il sistema non e' in discussione.
Quel che e' in discussione, qui, e' che l'autista dell'autobus ha tenuto le cartine capovolte e ha detto un fracco di balle... Noi, se ne aveva il sentore. Ci diceva: 'vi porto al mare' e vedevamo le colline diventare montagne, e poi la neve venire giu'... Adesso abbiamo la mappa, anche noi.
Magari ci sta bene, di andare a fare la settimana bianca.
Pero', voi politici, siete solo degli autisti. Strapagati, ma siete solo degli autisti.
Adesso non potete raccontarcela piu': siamo in montagna - lo dice la mappa, che finalmente abbiamo in mano (e lo diceva pure la neve, fuori dal finestrino).
Siete autisti: e dovete andare dove vi diciamo noi.
E' questo, che vi spaventa di piu', vero?


Questo post e' per tutti quelli che hanno letto o leggeranno wikileaks e scopriranno che il mondo e' un po' piu' sporco, un po' piu' incasinato di quel che ci avevano raccontato.
Per quelli che pensavano di essere al mare.
(Non e' invece, per chi in wikileaks trova solo conferma di quel che gia' sapeva - la neve l'aveva vista gia' prima e wikileaks non aggiunge nulla.)

E per mia figlia, che c'ha cinque anni. Chissa' che la politica, quando andra' lei a votare, non sia un po' piu' pulita.


(Bene, vi ho tirati fino qui... dico l'ultima... dieci, cento, mille wikileaks, anche se fosse pilotate. Ma alla fine ci fregheranno di nuovo. Nasconderanno le informazioni un po' meglio, faranno trapelare falsi documenti, mineranno la credibilita' di wikileaks, o alla fine li faranno proprio fuori. Peccato. Era una buona occasione. Che autisti del cazzo. Ci credo che c'e' sempre 'sto traffico in citta'...)

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