20 dicembre 2010

Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro

Brizzi Enrico - Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro


In breve: quattro amici, a piedi lungo il percorso dell’antica Via Francigena (che da Canterbury portava a Roma i pellegrini medioevali), con i loro zaini e le loro storie ‘moderne’ sulle spalle. Il romanzo segue il percorso dei quattro dalla Svizzera all’Italia, una settimana di cammino a cavallo del passo del San Bernardo. Bern, un misterioso tedesco di mezza età e coperto di tatuaggi a tema religioso, si unisce a suo modo al cammino del gruppo.


Cosa c'è di bello: mettere quattro ragazzotti sulla Via Francigena, a piedi, nel 2006 mentre l’Italia gioca i Mondiali in Germania, è un’ottima idea per lo sfondo. Però è solo uno sfondo.


Cosa c'è di brutto: Brizzi continua ad abusare della mia pazienza con il suo stile gergale. Passi che uno chiami l’altro “socio,” ma non posso credere che lo pensi anche. Almeno limitasse il gergo al discorso diretto... Deboluccia la trama che si svolge lungo eventi prevedibili e senza colpi di scena. Sembra un diario, a cui lo scrittore si sia rifiutato di sottrarre o aggiungere nulla rispetto agli eventi originali, con la semplice invenzione del casino finale (per altro, poco incasinato). 


Giudizio finale: una prova scarsa, soprattutto considerato il soggetto con grandi potenzialità. 


Voto: 4/10

Dello stesso autore, recensito in questo blog: "Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile"

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