31 gennaio 2011

Bianca come il latte, rossa come il sangue

D'Avenia Alessandro - Bianca come il latte, rossa come il sangue

In breve: Leo è un giovane studente del liceo classico, alle prese con i sogni, le sfide, gli amori e le difficoltà dell’età. Innamorato di Beatrice, scopre che la ragazza è malata. Nel suo percorso di avvicinamento al suo grande amore, Leo impara a sbagliare, ad assumersi le sue responsabilità, ad amare e a lasciarsi amare. Soprattutto, impara a guardarsi dentro, invece che da fuori.

Cosa c'è di bello: credo che l’idea dell’autore, personificato dal Prof. Sognatore, fosse quella di costruire un romanzo di formazione, dedicato a un pubblico adolescente, per spronare e invogliare i giovani a un poco di introspezione e di riflessione.

Cosa c'è di brutto: la storia, purtroppo, è molto lineare, scontata. Svolgimento e finale sono prevedibili, e questo rende il libro poco avvincente. Forse il tono è spesso dimesso per via del target dei lettori – ma credo che gli adolescenti amino le sfide, più della pappa pronta.

Giudizio finale: merita, per il coraggio e la sfrontatezza. Rimane il sospetto che sia un’operazione editoriale volta solo a far cassa a spese, appunto, degli adolescenti alla ricerca di un mito “facile”.

Voto: 6/10

24 gennaio 2011

Macno

DeCarlo Andrea - Macno

In breve: due giornalisti americani si introducono nella residenza del dittatore Macno, per strappargli un’intervista esclusiva. All’interno della villa, in cui sono ospitati artisti, amici e membri dello staff del dittatore, possono studiare la storia l’ascesa al potere di Macno e la crisi corrente. Inevitabile la storia d’amore tra il dittatore e la bella giornalista.
Cosa c'è di bello: l’idea di un dittatore illuminato è provocatoria. Intrigante anche l’uso che Macno fa della televisione, la costruzione del consenso, il suo potere nel controllare le folle.

Cosa c'è di brutto: la storia d'amore ricalca i soliti ritmi e le solite frasi di DeCarlo, che risultano ripetitivi. Altrettanto ripetitive sono le sensazioni dei personaggi, e gli stereotipi con cui i personaggi stessi sono costruiti. Leggendo DeCarlo purtroppo molto spesso si ha la sensazione di avere a che fare con un'unica storia, dove cambiano solo le scenografie. Più deludente ancora è purtroppo il modo in cui i temi della dittatura, del consenso, della manipolazione televisiva e della politica vengono trattati. Soggetti del genere avrebbero potuto fornire infinito materiale, che nel libro viene condensato in pochi dettagli, poco realistici, e alla fine Macno, ai fini della storia, potrebbe facilmente essere rimpiazzato da qualsiasi altro personaggio. Terribili gli scazzi adolescenziali del dittatore – assolutamente non credibili.

Giudizio finale: nell'introduzione, DeCarlo spiega che la maggioranza dei critici e dei lettori avevano in passato identificato il paese (non identificato chiaramente nel romanzo) come un paese dell'America latina. DeCarlo chiarisce che si tratta, invece, dell'Italia. In effetti, il nostro sovrano televisivo, ora l'abbiamo. Da ammirare se non altro il tempismo: il libro è stato scritto nell'84.

Voto: 6/10

Dello stesso autore, recensito in questo blog: "Treno di panna", un ottimo romanzo.

21 gennaio 2011

Recensione di Tutti i sogni che abbiamo imparato

E' arrivata la mia prima recensione, per la versione ebook di Tutti i sogni che abbiamo imparato.

Avere tra le mani un titolo meritevole di essere letto e conservato, un lavoro che in qualche modo riesca a superare lo stretto dell'attuale, è uno dei motivi per cui gli ebook non sono ancora sulla bocca degli addetti ai lavori. Gli scrittori con in mano qualcosa di meritevole - questo in Italia - fanno ancora fatica a capire il potenziale di questo tipo di tecnologia; non fidandosi, si lasciano incantare da un tipo di pubblicazione più tradizionale.
Parlare di Tutti i sogni che abbiamo imparato di Davide Pignedoli come la risposta definitiva al problema di cui sopra, vorrebbe dire accontentarsi, lanciare inutili sensazionalismi che andrebbero a sovraccaricare di troppe pressioni il bravo scrittore emiliano. Così come la messa in commercio di un nuovo modello di automobile deve passare necessariamente dalla fase sperimentale, volendo collocare quest'opera letteraria all'interno del processo di evoluzione degli ebook, pensiamo sia da considerarsi a tutti gli effetti un prototipo - uno scalino verso la consacrazione del mondo editoriale che verrà. [...]
Dotato della scioltezza di una buona scrittura - talento ed impegno -, di una sensibilità capace ma ancora forse non del tutto riconosciuta come tale - questa sì dalla nascita - , di una certa intuizione del come riuscire a tradurre su carta il coacervo di stimoli, stando bene attento a non abbandonarsi alla fase concettuale - facile escamotage cui molti si abbandonano -, finalmente qualcuno che abbia il coraggio di mettere su carta l'esatta ispirazione del momento, priva di abbellimenti; scrittore in secondo piano.
Figlia del tempo vissuto, questa scrittura a tratti quasi minimali mette a segno un colpo inaspettato, nel momento in cui ci si accorge che la narrazione è solo apparentemente intenta a tracciare una storia vera e propria, che in realtà riesce a gradi crescenti a fare emergere il grande protagonista di un Italia cui molti non stanno capendo cosa stia accadendo, il punto focale di tutto il soqquadro: il vuoto inevitabile dei nostri giorni. [...]
Potete leggere la recensione completa su whipart.it.


La raccolta di racconti può essere acquistata presso Edizioni Creativa - su www.edizionicreativa.it

12 gennaio 2011

Grande Madre Rossa

Genna Giuseppe - Grande Madre Rossa

In breve: una bomba devasta a Milano il Palazzo di Giustizia. Mentre l'Italia fa i conti con il suo 11 settembre, in Questura iniziano le indagini supportate tra gli altri dai Servizi Segreti, e dalle polizie e servizi di altri paesi europei. Guido Lopez, ispettore della disciolta agenzia europea, distaccato a Milano, viene incaricato di recuperare il misterioso Schedario del Palazzo di Giustizia, che si suppone contenga i risultati delle indagini sul premier, sulla politica e la mafia - una bomba nella bomba.

Cosa c'è di bello: Genna non si fa scrupolo a spararle grosse, e l'audacia paga. La storia ha dell'incredibile ma si fa leggere e seguire. Il ritmo e' sostenuto, e in breve ci si trova risucchiati nell'intreccio.

Cosa c'è di brutto: il tema e' vastissimo e ha le potenzialita' per un racconto di piu' ampio respiro, e soprattutto ben piu' approfondito e complesso. Purtroppo il romanzo e' veloce e diretto, ma anche un po' superficiale.

Giudizio finale: non e' male e di certo e' un tentativo coraggioso.

Voto: 6/10


03 gennaio 2011

Le correzioni

Franzen Jonathan - Le correzioni


In breve: il libro segue le storie intrecciate dei cinque componenti di una famiglia del Midwest: il padre Alfred, in pensione, l'apprensiva madre Enid, e i tre figli: Gary (dirigente di banca), Chip (professore in disgrazia, licenziato per aver avuto una relazione con una sua alunna) e Denise (chef di successo, e con un talento speciale per le relazioni sbagliate).

Cosa c'è di bello: è un libro molto lungo, dove il punto di vista si sposta sui vari personaggi, ma nonostante la lunghezza rimane sempre in tensione. E' ricco di particolari, e calibrato con grande attenzione. I personaggi hanno uno spessore notevole, nei loro pregi e nei loro difetti: alla fine si ha la sensazione di conoscerli davvero intimamente, si è partecipi delle loro vicende, si simpatizza, ci si arrabbia, ci si commuove.

Cosa c'è di brutto: io, onestamente, non ci ho trovato nulla... a voler essere pignoli, certe volte la dovizia di particolari può risultare un po' stucchevole, ma in realtà è un grande affresco dove ogni pagina ha il suo peso e il suo posto.

Giudizio finale: non fa sconti, ed è un vero gioiello. Da leggere, assolutamente. Come ho fatto a perdermelo, fino ad ora? (E' uscito nel 2001.) Grazie a Bolo per avermelo raccomandato!

Voto: 9/10