24 gennaio 2011

Macno

DeCarlo Andrea - Macno

In breve: due giornalisti americani si introducono nella residenza del dittatore Macno, per strappargli un’intervista esclusiva. All’interno della villa, in cui sono ospitati artisti, amici e membri dello staff del dittatore, possono studiare la storia l’ascesa al potere di Macno e la crisi corrente. Inevitabile la storia d’amore tra il dittatore e la bella giornalista.
Cosa c'è di bello: l’idea di un dittatore illuminato è provocatoria. Intrigante anche l’uso che Macno fa della televisione, la costruzione del consenso, il suo potere nel controllare le folle.

Cosa c'è di brutto: la storia d'amore ricalca i soliti ritmi e le solite frasi di DeCarlo, che risultano ripetitivi. Altrettanto ripetitive sono le sensazioni dei personaggi, e gli stereotipi con cui i personaggi stessi sono costruiti. Leggendo DeCarlo purtroppo molto spesso si ha la sensazione di avere a che fare con un'unica storia, dove cambiano solo le scenografie. Più deludente ancora è purtroppo il modo in cui i temi della dittatura, del consenso, della manipolazione televisiva e della politica vengono trattati. Soggetti del genere avrebbero potuto fornire infinito materiale, che nel libro viene condensato in pochi dettagli, poco realistici, e alla fine Macno, ai fini della storia, potrebbe facilmente essere rimpiazzato da qualsiasi altro personaggio. Terribili gli scazzi adolescenziali del dittatore – assolutamente non credibili.

Giudizio finale: nell'introduzione, DeCarlo spiega che la maggioranza dei critici e dei lettori avevano in passato identificato il paese (non identificato chiaramente nel romanzo) come un paese dell'America latina. DeCarlo chiarisce che si tratta, invece, dell'Italia. In effetti, il nostro sovrano televisivo, ora l'abbiamo. Da ammirare se non altro il tempismo: il libro è stato scritto nell'84.

Voto: 6/10

Dello stesso autore, recensito in questo blog: "Treno di panna", un ottimo romanzo.

Nessun commento:

Posta un commento