21 gennaio 2011

Recensione di Tutti i sogni che abbiamo imparato

E' arrivata la mia prima recensione, per la versione ebook di Tutti i sogni che abbiamo imparato.

Avere tra le mani un titolo meritevole di essere letto e conservato, un lavoro che in qualche modo riesca a superare lo stretto dell'attuale, è uno dei motivi per cui gli ebook non sono ancora sulla bocca degli addetti ai lavori. Gli scrittori con in mano qualcosa di meritevole - questo in Italia - fanno ancora fatica a capire il potenziale di questo tipo di tecnologia; non fidandosi, si lasciano incantare da un tipo di pubblicazione più tradizionale.
Parlare di Tutti i sogni che abbiamo imparato di Davide Pignedoli come la risposta definitiva al problema di cui sopra, vorrebbe dire accontentarsi, lanciare inutili sensazionalismi che andrebbero a sovraccaricare di troppe pressioni il bravo scrittore emiliano. Così come la messa in commercio di un nuovo modello di automobile deve passare necessariamente dalla fase sperimentale, volendo collocare quest'opera letteraria all'interno del processo di evoluzione degli ebook, pensiamo sia da considerarsi a tutti gli effetti un prototipo - uno scalino verso la consacrazione del mondo editoriale che verrà. [...]
Dotato della scioltezza di una buona scrittura - talento ed impegno -, di una sensibilità capace ma ancora forse non del tutto riconosciuta come tale - questa sì dalla nascita - , di una certa intuizione del come riuscire a tradurre su carta il coacervo di stimoli, stando bene attento a non abbandonarsi alla fase concettuale - facile escamotage cui molti si abbandonano -, finalmente qualcuno che abbia il coraggio di mettere su carta l'esatta ispirazione del momento, priva di abbellimenti; scrittore in secondo piano.
Figlia del tempo vissuto, questa scrittura a tratti quasi minimali mette a segno un colpo inaspettato, nel momento in cui ci si accorge che la narrazione è solo apparentemente intenta a tracciare una storia vera e propria, che in realtà riesce a gradi crescenti a fare emergere il grande protagonista di un Italia cui molti non stanno capendo cosa stia accadendo, il punto focale di tutto il soqquadro: il vuoto inevitabile dei nostri giorni. [...]
Potete leggere la recensione completa su whipart.it.


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