18 febbraio 2011

Acciaio

Avallone Silvia - Acciaio

In breve: Piombino, Via Stalingrado, nel quartiere di case popolari crescono Anna e Francesca, amiche inseparabili. Infanzia e giovinezza all’ombra delle acciaierie, dove lavorano i genitori, i fratelli maggiori e gli amici più grandi. Un lavoro che piega e spezza e soffoca i sogni: Anna e Francesca, nell’ansia di crescere in fretta e trovare una via d’uscita, vedranno la loro amicizia incrinarsi.

Cosa c’è di bello: ritmo scorrevole, trama densa dei piccoli eventi di tutti i giorni che delineano le figure dei vari personaggi. Non è solo la storia di Anna e Francesca, ma delle loro famiglie, degli sforzi, degli errori e delle tragedie dei personaggi del microcosmo di Via Stalingrado.

Cosa c’è di brutto: la trama si sfalda pian piano, manca qualcosa che riesca a catalizzare l’attenzione al di là dei tanti episodi. Certe svolte, certe tragedie, sono annunciate e prevedibili, come le il romanzo avesse la pretesa di raccogliere in sé tutte, ma proprio tutte, le sfighe che possano capitare a due famiglie operaie.

Giudizio finale: intrigante, anche se in certi momenti il tocco e il giudizio dell’autrice sono evidenti, facendo passare in secondo piano la storia e i suoi personaggi.

Voto: 6/10

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