23 settembre 2011

Congedo ordinario

Severini Gilberto - Congedo ordinario

In breve: il lungo racconto prende le mosse dalla morte di Tommaso, professore e intellettuale di provincia. La storia si svolge in sostanza come un lungo ritratto, per episodi e descrizioni, del vecchio professore: una figura controversa, talentuosa e a tratti geniali, dall'ostentata omosessualità che gli causerà anche seri problemi nella piccola cittandina di provincia in cui vive.

Cosa c'è di bello: la figura del professore è carismatica e intrigante, e lo stile del breve romanzo gli rende giustizia.

Cosa c'è di brutto: nella storia si percepisce un senso di sconfitta, di incompiutezza, che travolge ogni personaggio, dall'anonimo narratore al vecchio professore, dalla vecchia amica di lui, Ines, alla vita stessa di provincia, genuina e insieme soffocante. Il tono dimesso a volte diventa arrendevole; sembra quasi che la sconfitta sia inevitabile e per questo non ci sono accenni di reazione, tentativi di fuga, sussulti vitali.

Giudizio finale: un ottimo esercizio di stile, il dubbio è che l'autore non abbia avuto il coraggio di osare qualcosa di più. I personaggi a me paiono buoni per un libro, ma non reali. Dello stesso autore, ho apprezzato di più "A cosa servono gli amori infelici".

Voto: 7/10

16 settembre 2011

Un altro mare

Magris Claudio - Un altro mare

In breve: Enrico, giovane goriziano all’alba della Prima Guerra Mondiali si imbarca per la Patagonia. Con il suo greco antico, il suo latino, il tedesco del liceo e della razionalità e della filosofia, esplora una vita diversa dalle premesse gettate dei suoi studi e dal suo stato sociale. Una volta tornato a Gorizia, Enrico prosegue la sua vita, nell’ombra del ricordo dell’amico Carlo, moderno Buddha centroeuropeo, indifferente agli eventi che gli accadono intorno.

Cosa c’è di bello: senza inutile retorica, il libro è breve, intenso e affascinante. La vita di Enrico, l’amicizia con Carlo, il distacco da tutto e da tutti, si traducono in un sistema filosofico che non fa sconti né eccezioni, pagina dopo pagina. Per un testo intriso di pensieri e riflessioni, scorre molto bene e non si dilunga: le parole sono poche e sempre scelte con cura, in un ottimo stile.

Cosa c’è di brutto: la non celata pretesa di essere un romanzo filosofico, si scontra con la sinteticità a volte forzata, e la mancanza di dettagli e particolari. Particolarmente irritanti sono le citazioni e i pensieri del protagonista in tedesco o greco antico: una nota a piè di pagina per chi queste lingue non le padroneggi? Senza farne un romanzo divulgativo, qualche spiegazione non avrebbe guastato.

Giudizio finale: più che il sistema filosofico del protagonista (tratteggiato e mai spiegato), rimangono impresse le scelte e le rinunce che ne determinano la vita. Ci si ritrova spettatori affascinati, ma poco partecipi.

Voto: 7/10

14 settembre 2011

Recensioni per Scrittori Esordienti

Avete scritto un libro? Siete scrittori esordienti, o semplicemente poco conosciuti?
Magari avete pubblicato con una casa editrice minore, o addirittura con una a pagamento... o forse vi siete autoprodotti, avete pubblicato con lulu, o un ebook con smashwords...

Il problema maggiore, in tutti questi casi, è ottenere nuovi lettori al di fuori della ristretta cerchia di amici, parenti e conoscenti. Questo blog non vi offre consigli per farvi pubblicità, né può promettervi una grande visibilità. Ma inviatemi i vostri lavori (contattatemi all'indirizzo email davide.pignedoli@gmail.com) e pubblicherò una recensione della vostra opera.

11 settembre 2011

Fuoco amico

Yehoshua A. B. - Fuoco amico

In breve: Amotz e Daniela sono una coppia israeliana di mezza età. Per una settimana, sono separati a causa del viaggio che lei intraprende in Tanzania, per visitare il luogo della morte della sorella, e l'anziano cognato Yirmi che ancora vive là. Rimasto solo a Tel Aviv, Amotz si destreggia tra difficoltà sul lavoro e in famiglia; la moglie invece, in Africa, troverà un Yirmi diverso da quel che si aspettava, che ha reagito in maniera peculiare alla morte del suo unico figlio, ucciso per sbaglio da un commilitone - da qui il titolo, "fuoco amico".

Cosa c'è di bello: il romanzo offre un ritratto accattivante delle dinamiche di una famiglia israeliana borghese, e senza dilungarsi inutilmente riesce a catturare sentimenti, stati d'animo e contraddizioni. I vari personaggi vengono delineati coerentemente, in pochi tratti essenziali, e risultano sempre credibili, assolutamente realistici e intriganti.

Cosa c'è di brutto: solo il finale che a mio parere non riesce a dare uno sfogo, in crescendo, alle diverse tensioni accumulate nel corso della settimana oggetto della narrazione.

Giudizio finale: ben riuscito e avvincente, specialmente nel mettere in scena personaggi interessanti ma senza alcuna forzatura.

Voto: 8/10