23 settembre 2011

Congedo ordinario

Severini Gilberto - Congedo ordinario

In breve: il lungo racconto prende le mosse dalla morte di Tommaso, professore e intellettuale di provincia. La storia si svolge in sostanza come un lungo ritratto, per episodi e descrizioni, del vecchio professore: una figura controversa, talentuosa e a tratti geniali, dall'ostentata omosessualità che gli causerà anche seri problemi nella piccola cittandina di provincia in cui vive.

Cosa c'è di bello: la figura del professore è carismatica e intrigante, e lo stile del breve romanzo gli rende giustizia.

Cosa c'è di brutto: nella storia si percepisce un senso di sconfitta, di incompiutezza, che travolge ogni personaggio, dall'anonimo narratore al vecchio professore, dalla vecchia amica di lui, Ines, alla vita stessa di provincia, genuina e insieme soffocante. Il tono dimesso a volte diventa arrendevole; sembra quasi che la sconfitta sia inevitabile e per questo non ci sono accenni di reazione, tentativi di fuga, sussulti vitali.

Giudizio finale: un ottimo esercizio di stile, il dubbio è che l'autore non abbia avuto il coraggio di osare qualcosa di più. I personaggi a me paiono buoni per un libro, ma non reali. Dello stesso autore, ho apprezzato di più "A cosa servono gli amori infelici".

Voto: 7/10

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