16 settembre 2011

Un altro mare

Magris Claudio - Un altro mare

In breve: Enrico, giovane goriziano all’alba della Prima Guerra Mondiali si imbarca per la Patagonia. Con il suo greco antico, il suo latino, il tedesco del liceo e della razionalità e della filosofia, esplora una vita diversa dalle premesse gettate dei suoi studi e dal suo stato sociale. Una volta tornato a Gorizia, Enrico prosegue la sua vita, nell’ombra del ricordo dell’amico Carlo, moderno Buddha centroeuropeo, indifferente agli eventi che gli accadono intorno.

Cosa c’è di bello: senza inutile retorica, il libro è breve, intenso e affascinante. La vita di Enrico, l’amicizia con Carlo, il distacco da tutto e da tutti, si traducono in un sistema filosofico che non fa sconti né eccezioni, pagina dopo pagina. Per un testo intriso di pensieri e riflessioni, scorre molto bene e non si dilunga: le parole sono poche e sempre scelte con cura, in un ottimo stile.

Cosa c’è di brutto: la non celata pretesa di essere un romanzo filosofico, si scontra con la sinteticità a volte forzata, e la mancanza di dettagli e particolari. Particolarmente irritanti sono le citazioni e i pensieri del protagonista in tedesco o greco antico: una nota a piè di pagina per chi queste lingue non le padroneggi? Senza farne un romanzo divulgativo, qualche spiegazione non avrebbe guastato.

Giudizio finale: più che il sistema filosofico del protagonista (tratteggiato e mai spiegato), rimangono impresse le scelte e le rinunce che ne determinano la vita. Ci si ritrova spettatori affascinati, ma poco partecipi.

Voto: 7/10

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