15 febbraio 2012

Vineland

Pynchon Thomas - Vineland

In breve: 1984 (citazione Orwelliana), nell'immaginaria cittadina californiana di Vineland, Zoyd Wheeler si lancia contro una vetrina. Perseguitato da un agente della narcotici ora tele-dipendente, Zoyd si separa dalla figlia adolescente Prairie. La ragazza si ritrova coinvolta nei piani di Brock Vond, agente FBI che sta dando la caccia a Frenesi, ex-moglie di Zoyd e madre di Prairie, che la giovane non ha mai conosciuto.

Cosa c'è di bello: onestamente, poco. Qualche trovata divertente, e nulla più. Temo che anche la traduzione non gli abbia reso giustizia, ma non credo che farò nemmeno lo sforzo di procurarmi il testo in lingua originale.

Cosa c'è di brutto: ridondante, dispersivo e fondamentalmente fatuo. La critica ironica al fallimento della contestazione hippy e alla succesiva epoca Reganiana, si riducono a una serie di trovate forzatamente originali, sconnesse e che in breve annoiano.

Giudizio finale: tempo perso. Essendo questo il primo romanzo di Pynchon che leggo (vergogna, direte voi), si pone il quesito: dargli o meno una seconda possibilità? Detto tra parentesi, il romanzo, pubblicato nel 1990, arrivava dopo 17 anni di silenzio dell'autore. Forse un motivo c'era, per tutto quel silenzio.

Voto: 4/10