30 marzo 2013

Esercizio numero 1: un litigio

Elisa, sua sorella, siede al tavolo della cucina, dopo aver finito di lavare i piatti. Martino la raggiunge dopo aver rassettato in sala: ha sistemato i delicati soprammobili con cui i giovani cugini hanno giocato sul tappeto, scopato sotto al tavolo ripulendo dalle briciole del pasto, ha riordinato la posizione di seggiole e poltrone. Ha anche raddrizzato uno dei quadri appesi sopra il mobile dello stereo; il dipinto ritrae padre e figlio di fronte al mare, su un molo.
- Tu non hai mai portato rispetto, a nostro padre, - lo accusa lei.
- Non puoi dire questo, non tu.
- Certo, dimenticavo. Io non ho il diritto di dire più nulla.
Martino sbuffa, sposta con le mani il cesto della frutta posizionandolo esattamente al centro del tavolo, tra lui e la sorella.
La bocca di Elisa è piegata dall'amarezza.
- Qualsiasi cosa io abbia fatto, non significa che non possa vedere quel che è successo oggi.
- Tu non puoi capire. Vedi, ma non capisci.
- E come mai non posso capire?
- Non vivi con lui. Non devi sopportarlo ogni giorno.
- E tu perché non te ne vai?